
Quando i sogni ci ricordano che siamo molto più di una lista di cose da fare
Ogni tanto succede.
Magari stai tornando a casa dopo una giornata normale, con la testa piena di notifiche, appuntamenti, bollette, caffè bevuti troppo in fretta e pensieri lasciati a metà… e poi fai un sogno.
Uno di quei sogni strani. Sfocati. Morbidi. Silenziosi.
Un sogno che non riesci davvero a spiegare, ma che ti rimane addosso come il profumo di qualcosa che hai già vissuto.
Nel mio, c’era una porta semiaperta.
Da una parte il mondo materiale: orologi, impegni, liste, “ricordati di rispondere”, “non fare tardi”, “compra il latte”. Dall’altra… qualcosa di diverso.
Un mondo quasi surreale. Leggero. Pieno di nuvole, scale sospese, piccole luci e strane creature sorridenti che sembravano dire:
“Ehi… ti ricordi di noi?”
Forse l’anima è proprio così. Non qualcosa di pesante o misterioso da tenere chiuso in un libro antico. Forse è semplicemente quella parte di noi che continua a sognare anche quando diventiamo troppo seri.
Quella parte che:
- ride senza motivo;
- immagina mondi impossibili;
- sente nostalgia di posti mai visitati;
- si emoziona davanti a una canzone alle due di notte;
- vorrebbe mollare tutto per inseguire una nuvola color pesca.
E la cosa buffa è che spesso la trattiamo come una coinquilina strana. La sentiamo bussare piano… ma continuiamo a dire:
“Scusa anima, adesso non posso. Ho una riunione.”
Forse invece dovremmo lasciarla entrare un po’ di più. Anche solo cinque minuti al giorno.
Magari attraverso:
- un sogno annotato appena svegli;
- una passeggiata senza telefono;
- una canzone ascoltata a occhi chiusi;
- una risata stupida;
- o semplicemente restando in silenzio senza dover produrre qualcosa.
Perché l’anima, in fondo, non urla.
Fa piccoli segnali. Piccole magie. Piccole porte semiaperte.
E forse crescere davvero non significa diventare completamente razionali. Forse significa imparare a vivere tra i due mondi: quello concreto… e quello invisibile.
Con un piede nella realtà. E l’altro dentro un sogno.
Piccola nota dell’anima
“Ciao. Sono la parte di te che ama ancora meravigliarsi. Non sono sparita. Aspettavo solo che rallentassi un attimo.”
Per chi ama creare atmosfera
E già che ci siamo… certe porte dell’anima si aprono meglio con la giusta atmosfera.
Una candela accesa, un incenso delicato, qualche goccia di olio essenziale, una luce soffusa e una playlist un po’ sognante fanno miracoli.
Non per forza per “comprare qualcosa”. Più che altro per regalarsi un piccolo rituale lento in mezzo al caos quotidiano.
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E se invece preferisci semplicemente guardare le nuvole con una tisana in mano… va benissimo lo stesso. L’anima non è molto esigente.
Firmato,
Gaetano
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